La ruggine che corrode da dentro: narrazione e clinica del DOCP

Il test di Rorschach è sicuramente il test proiettivo più famoso nel mondo.

Tutti, o quasi, hanno visto almeno una volta una tavola passare in un’immagine di un film o dal vivo. Tutti sanno o pensano a questo strumento come ad un mezzo per delineare la personalità di un soggetto e quindi, in gergo tecnico, “fare diagnosi”.

Vero. Ma i test proiettivi si possono utilizzare anche in seduta psicoterapeutica e nello specifico il test di Rorschach con le sue produzioni di engrammi può essere utilizzato con le tecniche della psicoterapia Gestaltica, in una modalità simile al lavoro sul sogno.

Conoscendo profondamente lo strumento, mentre il soggetto vive un blocco specifico, presentare la tavola che elicita il tema può diventare un elemento di sblocco.

All’interno del testo “Il Rorschach e i metodi proiettivi come possibilità narrativa”, a cura di Gabriella Gandino e Doriana Di Paola, edito da Aracne nel novembre 2018, si può trovare il mio intervento con la descrizione di un mio caso presentato al convegno dell’AIR (Associazione Italiana Rorschach) con questa modalità.

Il caso è un DOCP con il quale l’intervento con la tavola IV del Rorschach è risultato particolarmente efficace. Dopo quella seduta il paziente ha potuto cambiare prospettiva nei confronti di una narrazione fino ad allora particolarmente dolorosa.

Buona lettura

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