psicodiagnostica napoli

dr.ssa claudia giampieri

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I test, soprattutto quelli proiettivi non sono solo un potentissimo strumento conoscitivo, ma un altrettanto potente strumento terapeutico se integrati in un modello di intervento Gestaltico come il mio.

In questo video troverai l’esposizione di un caso clinico trattato con l’utilizzo del test di Rorschach presentato all’interno del convegno dell’Associazione Italiana Rorschach a Torino.

Che cos’è la psicodiagnostica?

La Psicodiagnostica è la disciplina che si occupa della valutazione della personalità.

Spetta allo psicologo la scelta degli strumenti da utilizzare per la psicodiagnosi; egli ha l’obbligo deontologico (art.5) e anche di onestà intellettuale, di conoscere gli strumenti e le metodologie che decide di impiegare, strumenti per i quali ha acquisito specifiche competenze e, ove necessario, formale autorizzazione.

È l’Ordine Nazionale degli Psicologi (CNOP) a sottolineare la competenza e la responsabilità della diagnosi psicologica: afferma che la competenza professionale dello psicologo è uno degli elementi che contribuisce all’affidabilità della diagnosi psicologica.

La competenza psicodiagnostica si basa su un livello professionale collettivo e su uno individuale basato sulla formazione.

Per formazione si intende l’integrazione delle conoscenze di base del settore acquisite con il titolo di studio (laurea in psicologia) con il training specifico per aree diagnostiche omogenee, le supervisioni effettuate nelle varie aree tematiche del testing, le esperienze cliniche maturate sul campo, l’aggiornamento permanente che consente a ciascuno psicologo di selezionare il materiale testologico in base agli studi di affidabilità e validità pubblicati nel tempo in letteratura.

La psicodiagnosi valuta: la sintomatologia psicopatologica, aspetti e processi della personalità, atteggiamenti e modalità relazionali, competenze cognitive, struttura della personalità.

Quando effettuare una psicodiagnosi testologica?

  • Un altro clinico invia un paziente perché ha bisogno di ulteriori dati conoscitivi.
  • Per un eventuale confronto circa “dubbi diagnostici”.
  • Quando si vuole conoscere in modo mirato determinate caratteristiche del paziente (Es: modo di relazionarsi).
  • Capire il livello di trattabilità in psicoterapia.
  • Per monitorare i progressi del proprio lavoro di psicoterapia nel tempo.

Quali test?

La maggior parte dei test di personalità si può ricondurre a 3 macro-categorie: inventari autografici (ad es. Minnesota Multiphasic Personality Inventory, MMPI), i test per misurare gli interessi (ad es. il Vocational Interest Block, VIB) e gli atteggiamenti (come ad es. le scale di Thurstone che misurano la posizione dell’individuo lungo un continuum unidimensionale) e i test proiettivi.

I test proiettivi si basano su principi di derivazione psicoanalitica, primo tra tutti il meccanismo difensivo della proiezione, che porta l’Io a interpretare gli stimoli ambigui in funzione dei suoi atteggiamenti, emozioni e opinioni circa la realtà. I test proiettivi sono procedure dissimulate di esame psicologico, poiché il soggetto non conosce l’interpretazione che sarà data alle risposte, ed hanno un carattere globale, poiché consentono una valutazione complessiva della personalità.

La mia formazione in Psicodiagnostica

Per poter svolgere al meglio la mia principale attività, la diagnosi della personalità, ho integrato la mia laurea di psicologo clinico con un master post-universitario di tre anni. Questa formazione mi ha fornito il titolo di “esperta in Psicodiagnostica”.

Ad oggi insegno questa disciplina a colleghi in formazione e mi occupo di ricerca scientifica nell’ambito dell’utilizzo del test di Rorschach. Tra i lavori più recenti c’è la presentazione della nuova taratura del test (“Rorschach Test: italian calibration update about statistical frequencies of responses and location sheets”; Caruson, Consolmagno, Ferro, Giampieri. Pubblicazione: gennaio 2016, Mediterranean Journal of Clinical Psychology MJCP.)

Sono socia dell’AIR (Associazione Italiana Rorschach) con la quale ho pubblicato alcuni lavori clinici.

Ciò che mi contraddistingue nell’ambito della testologia è l’utilizzo dei test all’interno della psicoterapia, non come strumento per fare diagnosi, ma come strumento da rendere vivo a livello fenomenologico.

Spesso utilizzare delle proiezioni del soggetto ad un test proiettivo è molto utile a sbloccare dei momenti di chiusura in un modo che non risulti troppo aggressivo.

Lavorare sulle proiezioni come se fossero dei sogni, accompagnando il paziente a poterle decodificare in modo utile alla sua ricostruzione di senso.